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Giustizia

Giudice di provincia: Dunque voi, vedova Leanca, commerciante di alcolici…

Leanca: Alla locanda del Diavolo…

Giudice: Lo so… Fatemi domandare…

Leanca: Paghiamo la licenza, signor giudice…

Prevenuto: Ammazza!

Giudice: Silenzio!

Leanca: Ahimè, signor giudice…

Giudice: Fatemi domandare…

Leanca: Vabbè…

Giudice: Dunque voi, vedova Leanca, commerciante di alcolici, che pretendete dal prevenuto Iancu l’Imbianchino?

Leanca (con sempre più grande emozione): Signorsì, bacio le mani, signor giudice, sono una poveraccia, Dio sa come faccio a guadagnare un pezzo di pane… Perciò mi sono messa in mente di lasciare il negozio, da San Giorgio in poi, che la gente mica può mangiare un pezzo di pane con i tempi che corrono e non possiamo pagare più la licenza…

Prevenuto: A te la licenza te la paga signor Mitica.

Leanca: Signor Mitica?… ma vada al diavolo chi dice le bugie?

Giudice: Silenzio! Nessuno ha il diritto di parlare senza permesso.

Leanca: E se quello dice che signor Mitica… Io, signor giudice, bacio le mani, posso anche giurare che ci ho l’anima pulita!

Giudice: Non si tratta di questo!… Dite come sono andate le cose e che pretendete dal prevenuto?

Leanca: Io, signor giudice, pretendo, scusate, il mio onore, perché mi ha bestemmiato, e la caraffa di tre chili con mastica di prima qualità, ché ero appena venuta in carrozza dal signor Marinescu il Fabbricante al mercato, e anche il signor Tomita diceva di prenderla in carrozza…

Giudice: Chi dovevate prendere in carrozza?

Leanca: La caraffa… perché diceva…

Giudice: Chi diceva?

Leanca: Il signor Tomita… si rompeva…

Giudice: Chi si rompeva?

Leanca: La caraffa, signor giudice!

Giudice (impaziente): Comare, che state balbettando?… Rispondete chiaramente a quello che vi sto domandando! Che pretendete ora dal prevenuto?

Leanca (con volubilità): Il mio onore, signor giudice, perché questo mi ha bestemmiato, scusate, li mortacci tua, e mi ha rotto la caraffa, che non vuole pagare… (Con astio.) Sono una poveraccia, è peccato!, arriva il signorotto bagnato e diventa fradicio e poi, se ho voluto chiamare il vigile, il signorotto ha detto che mi buttava addosso il nerofumo e ha voluto svignarsela, ma è caduto sulla bancarella e si è fatta a pezzi.

Giudice: Cosa si è fatto a pezzi?

Leanca: La caraffa con la mastica; e poi ha voluto scappare.

Giudice: Chi?

Leanca: Il signorotto.

Giudice: Allora che pretendete?

Leanca: Il mio onore e tre chili di mastica di prima qualità…

Giudice: Va bene; mettetevi giù e state zitta.

Leanca: Perché arriva il signorotto…

Giudice: State zitta!

Leanca: Zitta sto.

Giudice: Ma state zitta!

Leanca: Vabbè.

Giudice: Iancu l’Imbianchino! Che cosa avete da rispondere contro le pretese della denuncia?

Prevenuto (è brillo e pronuncia balbettando): Io, signor giudice, quella diceva, scusate, sei venuto ancora, porco? perché quella manca sempre di rispetto ai clienti. E io dicevo… se il signor Mitica…

Giudice: Chi è il signor Mitica?

Leanca: Signor giudice, guardate, bacio le mani, questo anche adesso è ubriaco…

Giudice: State zitta! non lo chiedo a voi. (Al prevenuto:) Chi è il signor Mitica?

Prevenuto: Il signor Mitica?… non conoscete il signor Mitica? (Ride con ironia.) Ammazza, signor Mitica!

Giudice: Parlate chiaro! Chi è il signor Mitica?

Prevenuto: Dunque il signor Mitica delle imposte. (Con un sorriso a proposito.) Capite ora le mie parole.  (Gli strizza l’occhio.)

Giudice: Che c’entra il signor Mitica?

Prevenuto: Ma se le ha pagato la licenza.

Leanca: Vada al diavolo chi…

Giudice: State zitta! (Al prevenuto:) Non si tratta della licenza, si tratta della caraffa con la mastica.

Prevenuto: È caduta dalla bancarella, signor giudice; era sul margine.

Giudice: Chi l’ha spinta?

Prevenuto: Il malocchio, perché quella diceva che chiamava il vigile… Io non volevo, che sono commerciante…

Leanca (facendo lo sberleffo): Commerciante di puttane.

Giudice: State brava! qui non vi permetto di fare lo sberleffo!

Prevenuto (allegro): Bravo, signor giudice! avete visto che canaglia è quella?

Giudice: Qui non vi permetto la mancanza di rispetto!… (severo) Mi sono spiegato?

Leanca (allegra) Ahahah! bravo, signor giudice!… quello ci deve dire che tipo di commercio sta facendo…

Giudice (più severo): State zitta, vi butto fuori!

Prevenuto: Ahahah! bravo…

Giudice (molto severo): Rispondete! Che commercio fate voi?

Prevenuto: Sono stato imbianchino di case, signor giudice, romeno… Se ho visto che mi uccideva la concorrenza degli stranieri, ho aperto una tombola di oggetti al mercato.

Giudice: Ma il nerofumo che c’entrava?

Prevenuto: Ho voluto solo spaventarla (strizza l’occhio) che le faccio brutta faccia…

Leanca: Hai voluto spaventarmi? Ma non sei venuto una volta con le tasche piene di nerofumo?

Prevenuto: Lascia stare! è un altro paio di maniche! (Al giudice:) Era solo per la politica… ma che ne sa lei… una femmina…

Giudice: Va bene, ho capito, ma voi perché venite ubriaco al giudizio?

Prevenuto (pieno di tristezza): E se mi manca il coraggio, signor giudice?…

Giudice: Basta.

(Condanna il prevenuto Iancu l’Imbianchino a pagare sette lei per il risarcimento del danno e due lei per le spese giudiziarie.)

Leanca: Ma, signor giudice, bacio le mani, come faccio per il mio onore non risarcito?

Prevenuto (malizioso:) Lascia stare! Te lo risarcisce il signor Mitica!

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